Stellantis dice addio al PureTech, ora c'è il nuovo motore Turbo 100

Il nuovo Turbo 100 sostituisce il PureTech su molti modelli Stellantis. Oltre il 70% dei componenti è stato riprogettato per migliorare affidabilità, consumi e durata

Stellantis dice addio al PureTech, ora c'è il nuovo motore Turbo 100
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Renato Terlisi
Pubblicato il 9 giu 2026

Per milioni di automobilisti europei il nome PureTech è diventato sinonimo di una delle vicende tecniche più controverse degli ultimi anni. Ora Stellantis prova a voltare pagina con il nuovo Turbo 100, un propulsore che nasce dall’esperienza maturata sul discusso tre cilindri francese e che punta a riconquistare la fiducia dei clienti attraverso una profonda revisione tecnica.

Il compito non è dei più semplici. Il motore PureTech è stato installato su circa 10 milioni di vetture del Gruppo Stellantis, diventando celebre soprattutto per i problemi legati alla cinghia di distribuzione a bagno d’olio e per i casi di consumo anomalo di lubrificante. Una situazione che ha avuto un impatto non solo sul fronte dell’affidabilità, ma anche sull’immagine del gruppo automobilistico.

Il Turbo 100 sostituisce il PureTech

Sviluppato da Peugeot, il nuovo Turbo 100 è destinato a diventare uno dei motori più diffusi dell’universo Stellantis. Già utilizzato da oltre due anni nelle versioni ibride abbinate al cambio automatico, debutta ora anche sulle varianti con trasmissione manuale.

La prima a beneficiarne è stata la Peugeot 208, ma il nuovo propulsore troverà spazio anche su numerosi altri modelli del gruppo, tra cui la Lancia Ypsilon, la Citroën C3 e la Fiat Grande Panda.

Secondo gli ingegneri Stellantis, oltre il 70% dei componenti è stato completamente riprogettato rispetto al PureTech originale.

Cosa cambia rispetto al vecchio PureTech

Sebbene l’architettura generale resti simile, le modifiche tecniche sono numerose e riguardano alcuni dei punti più critici emersi negli anni.

Tra le principali novità figura l’adozione del ciclo Miller, una soluzione che migliora l’efficienza della combustione. È stata inoltre completamente riprogettata la parte superiore della testata, mentre il monoblocco è stato rinforzato per aumentare robustezza e durata nel tempo.

Particolare attenzione è stata dedicata ai pistoni, ridisegnati per limitare il consumo d’olio e garantire prestazioni più costanti durante l’intero ciclo di vita del motore.

Importante anche l’evoluzione del sistema di iniezione diretta. Se il PureTech lavorava a una pressione di 250 bar, il nuovo Turbo 100 arriva fino a 350 bar, migliorando l’efficienza della combustione e la gestione dei consumi.

Nuovo turbo e separatore dell’olio riprogettato

Uno degli elementi maggiormente sotto osservazione era il separatore dell’olio, componente che nel tempo aveva evidenziato alcune criticità.

Sul nuovo motore è stato completamente ripensato e realizzato con materiali più resistenti. Stellantis ha inoltre introdotto una copertura specifica per i modelli PureTech già in circolazione, offrendo una garanzia fino a 10 anni o 180.000 chilometri per le problematiche legate alla cinghia a bagno d’olio e al consumo eccessivo di lubrificante.

Tra le novità tecniche figura anche un nuovo turbocompressore con turbina a geometria variabile, soluzione che consente di ottimizzare il rendimento del motore e ridurre le temperature dei gas di scarico.

Oltre 30.000 ore di test per evitare gli errori del passato

Consapevole delle criticità che hanno segnato la storia del PureTech, Stellantis ha sottoposto il Turbo 100 a un programma di sviluppo particolarmente rigoroso.

Secondo quanto dichiarato dal costruttore, il motore ha affrontato oltre 30.000 ore di test e numerose prove su strada. Alcuni veicoli sperimentali hanno superato i 200.000 chilometri percorsi in condizioni particolarmente severe, comprese quelle tipiche dell’utilizzo urbano caratterizzato da continui stop-and-go.

L’obiettivo è chiaro: dimostrare che il nuovo propulsore non rappresenta soltanto un aggiornamento tecnico, ma una vera evoluzione progettuale capace di eliminare i difetti che hanno accompagnato il predecessore.

Garanzie estese per riconquistare la fiducia dei clienti

La fiducia degli automobilisti passa anche attraverso le garanzie. Per questo Peugeot ha deciso di affiancare agli interventi tecnici una politica commerciale particolarmente aggressiva.

Da una parte resta attiva la copertura fino a 10 anni o 180.000 chilometri per i motori PureTech interessati dalle problematiche note. Dall’altra debutta Peugeot Care, una garanzia fino a 8 anni o 100.000 chilometri che interessa i nuovi modelli della gamma, indipendentemente dalla motorizzazione scelta.

Una mossa che testimonia la volontà del gruppo di lasciarsi alle spalle uno dei capitoli più complessi della propria storia recente e di rilanciare uno dei motori destinati a equipaggiare milioni di vetture nei prossimi anni.

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