Nasconde la targa della Smart con il portellone aperto: denunciato furbetto della ZTL
Un automobilista è stato denunciato a Roma dopo aver nascosto la targa della propria auto con il portellone aperto per eludere i controlli della Ztl
Tentare di aggirare i controlli elettronici delle Zone a traffico limitato può costare molto caro. Lo ha scoperto un automobilista romano di 61 anni che è stato denunciato dalla polizia locale dopo essere stato sorpreso a entrare in una delle Ztl di Roma con un sistema tanto semplice quanto illecito: il portellone posteriore aperto per nascondere la targa del veicolo.
L’episodio è avvenuto nel centro storico della Capitale durante i controlli effettuati dagli agenti del Gruppo Pronto Intervento Traffico (Gpit), impegnati nelle attività di vigilanza per garantire il rispetto delle norme sulla circolazione e la sicurezza stradale.
Il caso riporta l’attenzione sul fenomeno dei cosiddetti “furbetti della Ztl”, un problema che continua a impegnare le forze dell’ordine e che negli ultimi mesi ha visto emergere numerosi tentativi di eludere i sistemi di controllo automatico installati ai varchi cittadini.
Il trucco del portellone aperto scoperto in via Urbana
Secondo quanto accertato dagli agenti, il conducente si trovava al volante di una Smart quando ha attraversato uno dei varchi della Ztl in via Urbana. L’uomo avrebbe abbassato il portellone posteriore del veicolo in modo da coprire completamente la targa. Un espediente studiato per impedire alle telecamere di rilevare il numero identificativo dell’auto e registrare così l’accesso non autorizzato all’area a traffico limitato.
Il tentativo, però, non è passato inosservato. La pattuglia presente sul posto ha notato immediatamente la manovra sospetta e ha fermato il veicolo per effettuare gli accertamenti del caso. Al termine delle verifiche, il 61enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria. Oltre alla denuncia, gli agenti hanno disposto il fermo amministrativo del veicolo e contestato la violazione prevista dal Codice della Strada per l’accesso non autorizzato nella Ztl.
Una vicenda che dimostra come la presenza sul territorio delle pattuglie continui a essere fondamentale anche in un sistema sempre più affidato a telecamere e controlli automatizzati.
Oltre cento casi scoperti dall’inizio dell’anno
L’episodio di via Urbana non rappresenta un caso isolato. La polizia locale di Roma è infatti impegnata da mesi in un’attività di contrasto contro chi tenta di aggirare i controlli dei varchi elettronici. Dall’inizio del 2025 sarebbero già oltre cento i casi individuati e perseguiti dagli agenti. Alcuni stratagemmi sono particolarmente creativi, ma quasi sempre destinati a fallire grazie alle verifiche effettuate sul campo e alle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.
Uno degli episodi più discussi degli ultimi mesi aveva riguardato proprio la stessa via Urbana. In quel caso un uomo aveva utilizzato un passeggino per coprire temporaneamente la targa di un’automobile mentre il veicolo procedeva lentamente attraverso il varco elettronico. Il video della scena era diventato virale sui social network, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica.
Targhe modificate e clonazioni: i metodi più utilizzati
Tra i comportamenti illeciti più frequentemente riscontrati dagli agenti figurano le alterazioni delle targhe tramite nastri adesivi, pellicole o altri materiali utilizzati per modificare lettere e numeri. Molto diffuso è anche l’occultamento temporaneo della targa attraverso l’apertura dei portelloni posteriori o l’applicazione di oggetti che ne impediscono la lettura da parte delle telecamere.
Non mancano poi casi più complessi, come la clonazione delle targhe, che prevede la riproduzione fraudolenta dei dati identificativi di un altro veicolo per aggirare i controlli automatici. Le indagini della polizia locale si basano sempre più spesso sull’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti ai varchi della città. Grazie all’incrocio dei dati e ai controlli successivi, molti tentativi di elusione vengono individuati anche a distanza di tempo.
Il messaggio delle autorità è chiaro: aggirare le regole delle Zone a traffico limitato non solo espone al rischio di pesanti sanzioni amministrative, ma può comportare conseguenze penali quando vengono adottati artifici finalizzati a nascondere o alterare l’identificazione del veicolo. Un rischio elevato per evitare una semplice multa che, nella maggior parte dei casi, finisce per trasformarsi in un problema ben più serio.