Stellantis, Urso vede la ripresa: “Il piano per l’Italia inizia a dare risultati”

Il ministro Urso parla di inversione di tendenza negli stabilimenti italiani Stellantis e collega il futuro del settore alle regole europee sull’auto

Stellantis, Urso vede la ripresa: “Il piano per l’Italia inizia a dare risultati”
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 17 giu 2026

Il piano di Stellantis per l’Italia comincia a mostrare i primi effetti concreti. È questo il messaggio lanciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che nelle ultime ore ha evidenziato segnali di ripresa produttiva negli stabilimenti italiani del gruppo automobilistico.

Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente importante per il futuro dell’industria automobilistica nazionale. Nelle prossime ore, infatti, il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, sarà ascoltato dalle commissioni competenti di Camera e Senato per fare il punto sugli investimenti, sui programmi industriali e sulle prospettive occupazionali del gruppo nel nostro Paese.

Al centro del dibattito ci sono i 5 miliardi di euro di investimenti annunciati da Stellantis per l’Italia entro il 2030, un piano che il governo considera fondamentale per garantire la competitività del settore automobilistico nazionale nei prossimi anni.

Produzione in crescita negli stabilimenti italiani

Secondo Urso, alcuni indicatori mostrerebbero una graduale inversione di tendenza rispetto alle difficoltà registrate negli ultimi anni. Il ministro ha spiegato che a partire dallo scorso dicembre si sarebbe osservato un incremento della produzione in diversi stabilimenti italiani del gruppo. Un segnale che, a suo giudizio, dimostrerebbe come il piano industriale annunciato da Stellantis stia iniziando a tradursi in risultati concreti.

Le parole del ministro arrivano dopo mesi caratterizzati da forte preoccupazione per il futuro della produzione automobilistica in Italia, tra cali produttivi, utilizzo degli ammortizzatori sociali e interrogativi sul ruolo degli impianti italiani all’interno della strategia globale del gruppo.

Per il governo, l’aumento dei volumi rappresenta un primo elemento positivo che potrebbe indicare una fase di stabilizzazione dopo un periodo particolarmente complesso per l’intero comparto automotive europeo. Resta comunque alta l’attenzione da parte delle organizzazioni sindacali, che continuano a chiedere garanzie sui livelli occupazionali e sulla distribuzione dei futuri modelli tra gli stabilimenti italiani.

Attesa per l’audizione del CEO Antonio Filosa

Grande attenzione è ora rivolta all’intervento parlamentare di Antonio Filosa. L’amministratore delegato sarà chiamato a illustrare le strategie del gruppo e a fornire indicazioni più precise sulle tempistiche degli investimenti annunciati.

L’audizione rappresenta un passaggio particolarmente importante perché consentirà alle istituzioni di confrontarsi direttamente con il vertice aziendale su temi centrali come produzione, occupazione, elettrificazione e competitività industriale. Secondo Urso, il confronto parlamentare sarà utile per chiarire ulteriormente il percorso che Stellantis intende seguire nei prossimi anni e per raccogliere eventuali indicazioni provenienti dalle Camere.

Il governo guarda a questo appuntamento come a un momento decisivo per consolidare il dialogo con uno dei principali gruppi industriali presenti nel Paese.

Il nodo delle regole europee sull’automobile

Nelle dichiarazioni del ministro emerge però anche un altro tema considerato cruciale per il futuro del settore. Urso ha infatti ribadito che gli investimenti nell’automotive sono fortemente influenzati dalle politiche europee e dalle norme che regolano la transizione ecologica del settore.

Secondo il ministro, il rilancio produttivo dell’industria automobilistica italiana ed europea richiede una revisione di alcuni strumenti normativi che oggi vengono considerati penalizzanti per la competitività del continente. Tra i punti citati figurano il principio della neutralità tecnologica, la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, il rafforzamento dell’Industrial Accelerator Act e una revisione del sistema ETS relativo allo scambio delle quote di emissione.

L’obiettivo dichiarato è creare condizioni che consentano alle aziende di investire mantenendo produzione e occupazione in Europa senza subire svantaggi competitivi rispetto ad altri mercati globali.

La sfida della transizione industriale

Il dibattito attorno a Stellantis si inserisce in una fase particolarmente delicata per l’intero settore automotive. Da un lato le case automobilistiche sono chiamate ad accelerare gli investimenti in elettrificazione, software e nuove tecnologie. Dall’altro devono affrontare una crescente concorrenza internazionale, soprattutto da parte dei produttori asiatici.

Per il governo italiano la sfida consiste nel conciliare la transizione ecologica con la tutela del tessuto industriale e dei livelli occupazionali. In quest’ottica, il piano da 5 miliardi di euro annunciato da Stellantis viene considerato un tassello fondamentale per garantire il futuro della filiera nazionale dell’auto.

Resta da capire quanto rapidamente questi investimenti si tradurranno in nuovi modelli, maggiori volumi produttivi e occupazione stabile. Le indicazioni che arriveranno dall’audizione di Antonio Filosa potrebbero fornire le prime risposte concrete su uno dei temi industriali più importanti per il futuro del Made in Italy.

Ti potrebbe interessare: