Quanto si scalda un’auto parcheggiata al sole? I dati sorprendono
Un’auto parcheggiata al sole può superare i 50°C in mezz’ora. Ecco cosa dicono gli studi e come proteggere abitacolo e passeggeri
Con l’arrivo delle alte temperature estive, lasciare un’auto al sole può trasformarsi rapidamente in un problema molto più serio di quanto si possa immaginare. Bastano pochi minuti perché l’abitacolo inizi a surriscaldarsi e raggiunga livelli potenzialmente pericolosi per persone, animali e persino per alcuni componenti del veicolo.
I dati raccolti da diversi studi scientifici confermano che il fenomeno è molto più rapido e intenso rispetto a quanto molti automobilisti credano. In determinate condizioni, l’interno dell’auto può diventare un vero e proprio forno, con temperature che superano ampiamente quelle registrate all’esterno.
Quanto si scalda davvero un’auto parcheggiata al sole
Le ricerche condotte negli ultimi anni hanno permesso di comprendere con precisione come evolve la temperatura all’interno di un veicolo esposto direttamente ai raggi solari. Uno degli studi più autorevoli è stato realizzato dalla Stanford University. Le misurazioni effettuate hanno evidenziato che l’abitacolo raggiunge circa l’80% della temperatura massima già entro i primi trenta minuti di esposizione.
In pratica, la temperatura interna aumenta mediamente di circa un grado al minuto nei primi venti minuti. Con una temperatura esterna di 30°C, dopo mezz’ora si possono raggiungere facilmente valori compresi tra 47 e 50°C all’interno dell’abitacolo.
Se all’esterno si registrano 37°C, la situazione diventa ancora più critica. Dopo un’ora, l’aria interna può raggiungere una temperatura media di circa 47°C, mentre alcune superfici esposte direttamente al sole arrivano a valori molto più elevati. Volante, cruscotto e sedili possono infatti superare gli 80°C, temperature sufficienti a provocare ustioni al semplice contatto della pelle.
Perché l’abitacolo si trasforma in una serra
Il motivo di questo rapido aumento delle temperature è legato al cosiddetto effetto serra. I raggi solari attraversano i vetri dell’auto e colpiscono le superfici interne. Queste assorbono energia e la rilasciano sotto forma di calore.
Il problema è che il calore generato resta in gran parte intrappolato all’interno dell’abitacolo, che rappresenta uno spazio chiuso e relativamente piccolo. L’aria si scalda rapidamente e continua ad accumulare energia termica senza possibilità di dispersione efficace.
Anche il parabrezza, pur filtrando una parte della radiazione solare, lascia passare una quota significativa dell’energia proveniente dal sole. Molti pensano che il colore della carrozzeria faccia una grande differenza. In realtà le auto scure tendono a scaldarsi più velocemente nelle prime fasi, ma dopo un’esposizione prolungata la differenza rispetto ai colori chiari si riduce generalmente a pochi gradi.
I rischi per persone e animali
Le conseguenze più gravi riguardano naturalmente la salute. L’ipertermia può manifestarsi quando la temperatura corporea supera i 40°C. In un abitacolo surriscaldato questo limite può essere raggiunto molto rapidamente, soprattutto da bambini e animali domestici.
Gli studi dimostrano che un bambino piccolo lasciato all’interno di un veicolo parcheggiato può raggiungere livelli di temperatura corporea pericolosi in meno di un’ora. Per questo motivo non bisogna mai lasciare minori o animali in auto, neppure per pochi minuti e neppure con i finestrini leggermente aperti.
In Italia esistono inoltre precise normative che impongono l’utilizzo dei dispositivi anti-abbandono per i bambini più piccoli e prevedono sanzioni in caso di comportamenti pericolosi.
Anche l’auto può subire danni
Il caldo estremo non mette a rischio soltanto gli occupanti. L’esposizione prolungata alle alte temperature accelera il deterioramento di numerosi materiali presenti nell’abitacolo.
Plastiche, rivestimenti in pelle, tessuti e componenti adesivi possono scolorirsi, deformarsi o perdere parte delle loro caratteristiche originali. Particolare attenzione meritano le auto elettriche. Temperature elevate possono influire sull’efficienza delle batterie e accelerare alcuni processi di degradazione chimica delle celle.
Per questo motivo molti modelli di ultima generazione dispongono di sistemi automatici di gestione termica che entrano in funzione anche a veicolo fermo.
Come limitare il surriscaldamento dell’abitacolo
La soluzione più efficace resta il parcheggio all’ombra. Quando non è possibile, l’utilizzo di un parasole per il parabrezza permette di ridurre sensibilmente l’accumulo di calore, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
Anche lasciare i finestrini leggermente aperti può favorire una minima ventilazione e limitare l’effetto serra. Prima di partire, è consigliabile aprire completamente portiere o finestrini per alcuni secondi, consentendo all’aria più calda di uscire rapidamente dall’abitacolo.
Solo successivamente conviene attivare il climatizzatore, che lavorerà in condizioni più favorevoli e riuscirà a riportare la temperatura a livelli confortevoli in tempi più rapidi. Con le ondate di calore sempre più frequenti, prestare attenzione a questi aspetti non significa soltanto migliorare il comfort di viaggio, ma soprattutto garantire sicurezza a persone, animali e veicolo durante i mesi più caldi dell’anno.