Come parcheggiano gli italiani? Arrive identifica 6 profili di automobilisti

Arrive ha analizzato le abitudini di parcheggio degli automobilisti identificando sei profili comportamentali che raccontano come cambia la mobilità urbana

Come parcheggiano gli italiani? Arrive identifica 6 profili di automobilisti
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 giu 2026

Le modalità con cui gli automobilisti parcheggiano possono raccontare molto più di quanto si immagini. Dietro una semplice sosta si nascondono infatti informazioni preziose sui movimenti quotidiani, sulle esigenze di mobilità e sul modo in cui le persone vivono la città.

Partendo da questo principio, Arrive, piattaforma globale specializzata nei servizi di mobilità, ha realizzato una nuova ricerca dedicata alle abitudini di parcheggio degli utenti. L’analisi, basata su dati aggregati e completamente anonimizzati, ha permesso di individuare sei differenti profili comportamentali, definiti “Parking Personas”, che descrivono i principali modelli di utilizzo dell’auto e della sosta urbana.

Lo studio offre uno spaccato interessante delle dinamiche che caratterizzano gli spostamenti nelle città moderne e conferma come il parcheggio possa rappresentare un indicatore importante per comprendere l’evoluzione della mobilità.

Sei profili per raccontare le abitudini di sosta

La ricerca ha preso in considerazione gli utenti che avevano effettuato almeno cinque sessioni di parcheggio nei tre mesi precedenti all’analisi. Da questo campione sono emersi sei comportamenti distinti. Il gruppo più numeroso è quello dei Routine Light, che rappresenta il 36% degli utenti analizzati. Si tratta di automobilisti che effettuano soste limitate nel corso del mese e utilizzano l’auto in maniera meno intensiva rispetto alla media.

Al secondo posto troviamo i Power User, che costituiscono il 31% del campione. Sono gli utenti più attivi, caratterizzati da frequenti soste in aree differenti della città, in orari variabili e sia durante la settimana sia nei fine settimana. Una quota significativa è rappresentata anche dai Weekend Leisure, pari al 16% degli utenti. In questo caso le soste si concentrano prevalentemente nei giorni di sabato e domenica, evidenziando un utilizzo dell’automobile più legato al tempo libero e agli spostamenti ricreativi.

I Morning Commuter, ovvero i pendolari che utilizzano l’auto principalmente per gli spostamenti casa-lavoro, rappresentano invece il 10% del totale. Più contenuta la presenza dei Routine Heavy, pari al 6%, utenti che effettuano soste frequenti e regolari durante tutta la settimana, con una leggera prevalenza nelle ore serali. Infine troviamo gli Overnight Resident, appena l’1% del campione, caratterizzati da una prevalenza di soste notturne.

Le abitudini di parcheggio cambiano poco nel tempo

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda la stabilità dei comportamenti. Secondo i dati raccolti, circa l’80% degli utenti continua a mantenere lo stesso profilo anche nel mese successivo. Questo significa che le modalità di utilizzo dell’auto e le abitudini di sosta tendono a essere estremamente consolidate.

Il fenomeno appare particolarmente evidente tra i Morning Commuter, i pendolari mattutini. Nel segmento degli utenti privati, il 65% mantiene infatti lo stesso comportamento nel tempo, mentre tra gli utenti aziendali la percentuale sale fino al 70%.

Solo una quota ridotta modifica in modo significativo le proprie abitudini di mobilità, passando da un profilo all’altro. Questo dato conferma come gli spostamenti quotidiani siano fortemente legati a esigenze strutturali, come il lavoro, la residenza o le attività personali ricorrenti.

I dati della sosta diventano uno strumento per leggere la città

La ricerca evidenzia anche un altro aspetto sempre più rilevante nel settore della mobilità. Le informazioni legate al parcheggio non servono soltanto a comprendere come gli automobilisti utilizzano gli spazi di sosta, ma possono diventare uno strumento utile per interpretare l’evoluzione delle città.

I flussi di parcheggio consentono infatti di individuare zone particolarmente frequentate, fasce orarie di maggiore utilizzo e modelli di spostamento che possono aiutare le amministrazioni pubbliche a pianificare servizi più efficienti.

Dall’organizzazione dei parcheggi alla gestione del traffico, fino allo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità integrata, la lettura dei dati di sosta può fornire indicazioni preziose per costruire città più funzionali e meglio rispondenti alle esigenze dei cittadini.

La sosta racconta come viviamo le città

Quello che emerge dallo studio Arrive è un quadro in cui il parcheggio diventa una sorta di fotografia delle abitudini quotidiane. Ogni sosta racconta infatti un’esigenza specifica: andare al lavoro, fare acquisti, trascorrere il tempo libero o semplicemente rientrare a casa.

L’individuazione dei sei Parking Personas dimostra come, nonostante le profonde trasformazioni che stanno interessando il settore della mobilità, molte abitudini restino sorprendentemente stabili nel tempo. Per gli operatori del settore e per le amministrazioni locali, comprendere questi comportamenti rappresenta un’opportunità importante per progettare servizi più efficienti e migliorare l’esperienza di mobilità nelle aree urbane.

In un contesto in cui le città diventano sempre più complesse e interconnesse, anche il semplice gesto di parcheggiare può trasformarsi in una preziosa chiave di lettura del modo in cui viviamo e utilizziamo gli spazi urbani.

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