Uno StuG III emerge dalla sabbia dopo oltre 80 anni: il recupero sorprende gli esperti

In Germania è stato recuperato uno StuG III sepolto da oltre 80 anni. Il mezzo sarà restaurato ed esposto nei musei di Munster e Dresda

Uno StuG III emerge dalla sabbia dopo oltre 80 anni: il recupero sorprende gli esperti
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Renato Terlisi
Pubblicato il 26 giu 2026

Un importante ritrovamento storico è avvenuto in Germania, dove durante i lavori di ammodernamento della base militare di Nordholz è stato recuperato uno Sturmgeschütz III (StuG III) rimasto sepolto nel terreno per oltre 80 anni. Secondo gli esperti, il veicolo presenta uno stato di conservazione particolarmente buono, favorito dal terreno sabbioso che lo ha protetto dagli agenti atmosferici per decenni.

Dopo il recupero, il mezzo sarà sottoposto a un intervento di conservazione prima di essere esposto al pubblico. La prima tappa sarà il Museo dei carri armati di Munster, mentre successivamente entrerà a far parte della collezione del Museo di Storia Militare della Bundeswehr di Dresda.

Lo StuG III era stato sepolto subito dopo la guerra

Secondo le ricostruzioni, il veicolo non sarebbe stato perso durante i combattimenti ma interrato poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Le forze alleate avrebbero infatti spinto il mezzo all’interno di un vecchio fossato difensivo, ricoprendolo successivamente con sabbia. Proprio questo tipo di terreno avrebbe limitato il deterioramento del metallo, consentendo allo StuG III di arrivare fino ai giorni nostri in condizioni considerate insolitamente buone.

Il recupero è stato effettuato dalla Bundeswehr, con il supporto del servizio specializzato nella bonifica degli ordigni esplosivi del Land della Bassa Sassonia. Prima del trasferimento nei musei, il mezzo resterà custodito all’interno di una struttura militare, dove sarà protetto e messo in sicurezza.

Potrebbero emergere altri mezzi durante i lavori

Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito dei lavori di modernizzazione della base aerea militare di Nordholz, destinati a proseguire almeno fino al 2035. Per questo motivo gli esperti non escludono che possano emergere altri reperti della Seconda guerra mondiale.

Non è prevista una ricerca archeologica sistematica, ma eventuali recuperi saranno effettuati qualora gli oggetti rinvenuti rappresentino un pericolo, interferiscano con i lavori o rivestano un particolare interesse storico e scientifico.

Cos’era lo Sturmgeschütz III

Lo StuG III è stato uno dei mezzi corazzati più prodotti dalla Germania durante la Seconda guerra mondiale. Realizzato sulla base del Panzer III, si distingueva dai carri armati tradizionali per l’assenza della torretta rotante. Il cannone principale era infatti installato direttamente nella parte frontale dello scafo, soluzione che consentiva di ridurre il profilo del veicolo e semplificarne la produzione.

L’equipaggio era composto da quattro militari, mentre la propulsione era affidata a un motore Maybach HL 120 TRM da circa 300 CV.

Le dimensioni standard erano pari a:

  • lunghezza di circa 6,77 metri;
  • larghezza di 2,95 metri;
  • altezza di circa 2,16 metri;
  • peso intorno alle 24 tonnellate, variabile in base alla versione.

Nel corso della produzione furono introdotte diverse evoluzioni dell’armamento. I primi modelli utilizzavano un cannone da 75 mm StuK 37 L/24, progettato principalmente per il supporto della fanteria. Le versioni successive, in particolare la più diffusa Ausführung G, adottarono invece il più potente StuK 40 L/43 o L/48, molto più efficace contro i mezzi corazzati.

La corazzatura frontale delle ultime versioni arrivava fino a 80 millimetri, mentre sui lati venivano spesso installate protezioni aggiuntive per aumentare la resistenza agli attacchi.

Uno dei mezzi più importanti dell’esercito tedesco

Fino all’aprile del 1945 furono costruiti circa 9.300 esemplari dello StuG III, rendendolo uno dei veicoli corazzati più diffusi dell’esercito tedesco durante il conflitto. Inizialmente concepito come mezzo destinato al supporto delle unità di fanteria, nel corso della guerra il suo ruolo cambiò progressivamente, trasformandosi in un efficace cacciacarri grazie all’introduzione delle versioni dotate del cannone lungo.

Il recupero del mezzo rinvenuto a Nordholz rappresenta quindi un ritrovamento di grande interesse storico. Oltre a offrire nuove opportunità di studio per gli specialisti, consentirà anche al pubblico di osservare da vicino uno dei veicoli simbolo della Seconda guerra mondiale, preservato in condizioni raramente riscontrabili dopo oltre otto decenni trascorsi sotto terra.

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